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PASSIONE DI FAMIGLIA

La storia della Maserati è anzitutto la storia di una famiglia, quella di Rodolfo Maserati, ferroviere durante la monarchia in Italia, di sua moglie Carolina Losi e dei loro 7 figli. A quei tempi, lavorare nei pressi del "cavallo di ferro a vapore" non era per tutti. In un certo senso, Rodolfo è un uomo del futuro: la passione per la velocità dei fratelli Maserati è un fatto ereditario. Verso gli inizi del nuovo secolo, troviamo la famiglia al completo: l'ultimo figlio, Ettore, è nato nel 1894 mentre il primo figlio, Carlo, nato nel 1881, ha già iniziato la sua carriera.

CARLO MASERATI: DALLE BICI AI MOTORI

Il figlio primogenito, Carlo, è un ragazzo precoce. All'età di 17 anni progetta il suo primo motore monocilindrico, che battezza con il nome di Carcano, come il Marchese di Anzano, colui che ha finanziato il progetto. Dopo averlo montato su una bicicletta, nel 1900 riesce a vincere il rally Brescia-Cremona-Mantova-Verona-Brescia. Le sue capacità sportive non passano inosservate e, prima della fine dell'anno, Carlo viene assunto dalla Fiat come pilota collaudatore. Una volta a Torino, nel tempo libero, progetta un nuovo motore monocilindrico che monta sul telaio di legno di un'automobile. In un certo qual modo, questo evento potrebbe essere considerato come la nascita della prima Maserati, la quale, come sempre del resto, era già più avanti dei suoi tempi.

CARLO MASERATI VUOLE DECOLLARE

Nel 1908 Carlo Maserati diventa l'amministratore delegato della casa automobilistica Junior di Milano. Poco tempo dopo, nel 1909, fonda la sua azienda. Di certo non abbandona la sua passione per l'automobile, ma l'obiettivo dichiarato dell'azienda è la progettazione e produzione di un motore aereo di livello superiore per il quale ha già dei sostenitori. Carlo comincia subito a lavorare a questo progetto, ma nel 1910 una malattia polmonare interrompe bruscamente la sua esistenza e i suoi sogni. La perdita è devastante per i suoi fratelli, ma in ogni caso Carlo rimane un fulgido esempio che non sarà mai dimenticato. A questo punto, la responsabilità passa ad Alfieri.

CARLO MASERATI PASSA ALLA BIANCHI

Carlo Maserati è un uomo inquieto: il suo desiderio di gareggiare lo induce a lasciare anche il team Isotta Fraschini. Nel 1907 si trasferisce alla Bianchi: al volante di una di queste vetture, partecipa alla prestigiosa corsa tedesca Kaiserpreis e arriva nono. Anche se impegnato con le gare automobilistiche, non abbandona del tutto la sua passione per la progettazione. Capisce che il punto debole della Bianchi è il sistema di accensione a bassa tensione e dunque lo sostituisce con uno ad alta tensione da lui progettato.

CARLO E ALFIERI ALL’ISOTTA FRASCHINI

Nel 1903 Carlo Maserati lascia la Fiat e viene assunto all’Isotta Fraschini, come collaudatore e assistente in sala prove. Qui si fa raggiungere dal fratello Alfieri che ha solo 16 anni. Quando Carlo lascia l’Isotta Fraschini, nel 1908, Alfieri rimane. Ha ormai fatto breccia nella considerazione di Cesare Isotta che lo vuole prima come meccanico, poi come pilota. Nel 1908, sulla sua Isotta Fraschini numero 41, partecipa al Gran Premio delle Voiturette di Dieppe. Arriva quattordicesimo, primo tra le vetture a quattro cilindri.

LA PRIMA OFFICINA DI ALFIERI

Nel 1913 Alfieri si trasferisce a Bologna, dove avvia un centro di assistenza per la Isotta Fraschini. Da qualche tempo, è diventato una sorta di ambasciatore del marchio in tutto il mondo. Ben presto, però, seguendo le orme di Carlo, decide di proseguire da solo, coinvolgendo anche i suoi fratelli nella nuova attività: Bindo rimane alla Isotta Fraschini mentre Ettore ed Ernesto lo seguono immediatamente. Nasce così la "Società Anonima Officine Alfieri Maserati", un'officina per auto con annesso laboratorio in via de' Pepoli 1. I "documenti per la costituzione di un'impresa individuale" vengono inviati alla Camera di Commercio e dell'Industria di Bologna giovedì 1° dicembre 1914. Cinque mesi più tardi, l'Italia entra in guerra. Alfieri ed Ettore vengono arruolati. Ernesto, che all'epoca aveva solo 17 anni, resta a casa: durante il giorno lavora in laboratorio, di sera va a scuola all'Istituto Tecnico Aldini di Bologna.

UN NUOVO INDIRIZZO PER LE OFFICINE MASERATI

Quando la guerra finisce, Alfieri vuole riavviare l'attività. Ha trovato una fabbrica di bottiglie al numero 179 di Frazione Alemanni, nella zona di Pontevecchio. C'è spazio per un magazzino, l'officina e anche per una semplice piccola residenza, dove i tre fratelli e i loro genitori si trasferiscono. Nel luglio del 1914, Alfieri trasferisce qui la produzione di candele che aveva avviato a Milano durante la Grande Guerra. L'insegna che campeggia sopra le tre grandi finestre panoramiche segna, e stavolta sul serio, il debutto ufficiale della storia delle "Officine Alfieri Maserati SA".

LA GUERRA NON FERMA I FRATELLI MASERATI

L'Italia entra in guerra e i fratelli Maserati vengono arruolati, ma rimangono lontani dalle zone di battaglia. L'esercito, infatti, cerca di sfruttare la loro competenza tecnica a suo vantaggio. Alfieri viene trasferito a Milano, dove vengono assemblati i motori degli aerei. Come è nel suo carattere, però, vuole fare di più. Inizia a progettare e produrre candele speciali per motori di aerei con il marchio Trucco & Maserati. Trucco è un pilota dell'Isotta Fraschini e quindi una vecchia conoscenza di Alfieri.

LE CANDELE MASERATI FANNO VOLARE D’ANNUNZIO

Le candele brevettate da Alfieri, con isolamento a base di mica, vengono utilizzate sugli aerei SVA, come quello che il 9 agosto 1918 il poeta Gabriele d'Annunzio pilota nel suo famoso attacco dall'aria su Vienna, che così tanto ha contribuito alla sua leggenda.

IL TRIDENTE: UNA CREAZIONE DI MARIO MASERATI

Alfieri, Ernesto ed Ettore lavorano intensamente alla creazione della prima Maserati. Uno dei fratelli, Bindo, rimane all'Isotta Fraschini. Alfieri decide comunque di coinvolgere un altro fratello, Mario, l'unico che non ha nulla a che vedere con i motori, ma che è un artista, e lo incarica di disegnare il logo. Su suggerimento del marchese Diego de Sterlich, amico e sostenitore di Alfieri, Mario sceglie di utilizzare uno dei simboli più caratteristici di Bologna: il tridente della statua di Nettuno che orna la fontana in Piazza Maggiore, simbolo di forza e vigore. Sceglie i colori rosso e blu, quelli dello stemma della città di Bologna, che da quel giorno sarebbero diventati anche i colori Maserati.

DIEGO DE STERLICH: NOBILE AMICO

L'ultima stagione del 1925 vede la fine della collaborazione con l'azienda Diatto, che, a causa di un forte indebitamento, decide di rinunciare alle corse. Grazie al sostegno finanziario del marchese Diego de Sterlich, gentleman e pilota per Diatto nonché grande fan di Alfieri, i fratelli Maserati riescono ad acquistare dieci telai Diatto 30 Sport. È l'inizio della produzione delle prime auto con il logo Maserati.

ALFIERI FA VOLARE LA DIATTO

Nel 1922 i fratelli Maserati cominciano a lavorare con l'azienda Diatto di Torino. Sarà una grande esperienza di apprendimento. Durante le prime gare, tuttavia, i risultati sono trascurabili. Poi, Alfieri decide di riportare dall'officina quella vettura ibrida "Isotta Fraschini-Hispano Suiza-SCAT-Itala", che gli aveva dato tanta soddisfazione prima di passare alla Diatto. Rifà completamente il motore e quando è finalmente soddisfatto, rinomina la vettura Diatto. Con questa macchina, Alfieri vince la Susa-Moncenisio alla straordinaria velocità media di 69 chilometri all'ora. In coppia con Ernesto, ripetono l'impresa poco dopo nella corsa Aosta-Gran San Bernardo.

LE VITTORIE FANNO NOTIZIA

Nel 1920 Alfieri Maserati torna alle corse, prima gareggiando con una SCAT e poi con una Nesseldorf quattro cilindri. I risultati non sono eccezionali, ma lo convincono ulteriormente a creare la prima vera Maserati. Su un telaio Isotta Fraschini, monta il blocco motore di un quattro cilindri su un motore Hispano Suiza da otto. Il puzzle diventa ancora più complesso con l'impiego di una trasmissione SCAT, un asse Itala e le ruote a raggi Rudge. Al volante della Isotta Fraschini Special, Alfieri comincia a raccogliere alcuni veri successi. Il debutto ufficiale avviene il 24 luglio 1921 al Circuito del Mugello. Ottiene un quarto posto assoluto e arriva secondo nella sua classe. Due mesi dopo, con il fratello Ernesto al suo fianco, vince la sua prima gara: la Susa-Moncenisio. Ma sarà solo il primo di molti successi.

TIPO 26: GLI APPUNTI DI ALFIERI DIVENTANO REALTA’

La prima auto a portare il nome Maserati è un'evoluzione della Diatto GP 8C turbo, cui viene dato il nome di Tipo 26, lo stesso dell'anno in cui ha iniziato a correre. È un debutto da ricordare: ottavo posto assoluto e la vittoria nella classe fino a 1500 cc.
Nel suo quaderno con la copertina blu, dove scrive con un'elegante calligrafia, Alfieri annota "tutte le caratteristiche delle auto costruite fino a quel momento". Ecco come descrive la prima Tipo 26: "Motore spostato in avanti di 3 cm - Trasmissione Tipo 26, tre velocità - Tubi di scarico in tre sezioni -Differenziale in bronzo con tubi inchiodati - Asse anteriore tipo Casaralta con freni anteriori azionati da cavi flessibili."

MASERATI V4: PRIMO RECORD MONDIALE

Il 13 giugno 1926 arriva la prima vittoria assoluta alla gara di chilometro lanciato di Bologna. Al posto di guida c'è il fratello più giovane, Ernesto, che supera i 167 km/h. I fratelli Maserati aumentano la produzione e cominciare a vendere la Tipo 26 a piloti privati, i gentlemen driver dell'epoca, che, dopo aver visto l'auto gareggiare nella sua prima stagione, formano una lunga fila fuori dall'officina di Bologna.

Il successo continua, ma l'8 maggio 1927, durante una gara in Sicilia, Alfieri Maserati ha un terribile incidente che lo lascia senza un rene.

Il 28 settembre 1929, a Cremona, ottengono finalmente il loro primo record mondiale come Maserati. Il pilota Baconin Borzacchini è al volante: a bordo di una V4 con motore 16 cilindri, termina la gara di dieci chilometri sfrecciando a una velocità media di 246,069 km/h. Il record rimane imbattuto sino alla fine del 1937.

IL GRAN PREMIO DI TRIPOLI

Il 1930 si rivela un anno di grandi vittorie. Al Gran Premio di Tripoli, Maserati riporta la sua prima vittoria internazionale della storia. Ma questo è anche l'anno che vede la prima, grande competizione ufficiale principale tra i Maserati ed Enzo Ferrari durante il Gran Premio d'Italia a Monza: i Maserati dominano la gara sugli avversari e sono gli unici a salire sul podio dei vincitori. Il capo del Governo italiano conferisce ad Alfieri il titolo di cavaliere. Nel frattempo, la produzione di auto da corsa aumenta a dodici vetture finite.

IL MONDO DEI MOTORI IN LUTTO PER ALIFIERI

Nel 1932 Alfieri muore a soli 44 anni durante un intervento chirurgico. L'unico rene rimasto dopo il brutto incidente del '27, era debole e, per salvarlo, i medici tentano un drastico intervento, purtroppo non riuscito. Bologna si ferma: al corteo funebre partecipano i piloti più importanti dell'epoca, da Nuvolari a Nazzaro, da Minoia a Borzacchini, da Campari al marchese de Sterlich. È una grande perdita per tutti, per la famiglia e per la società. Bindo Maserati lascia l'Isotta Fraschini e si ricongiunge ai fratelli, che lo nominano presidente della società. Ernesto si occupa della parte tecnica: è giovane, ma ha talento. Il debutto della nuova Tipo V5 incontra un grande successo e i trionfi continuano, nonostante la difficile situazione economica.

IL GRANDE NUVOLARI

Nel 1933, alla Maserati arriva l'impavido Tazio Nuvolari. In disaccordo con Enzo Ferrari, accusato di non volerlo come socio al 50%, il leggendario pilota decide di correre per Maserati: al volante dell'8CM, vince il GP del Belgio, la Coppa Ciano, il GP di Nizza e il Tourist Trophy. La vettura è l'evoluzione della precedente 8C, con sospensioni ridisegnate da Ernesto Maserati. Il telaio anteriore è stato reso più rigido, su suggerimento del pilota. La loro collaborazione continua fino al 1934. Tuttavia, Tazio non entra a far parte del team ufficiale: compra una macchina ed Ernesto gli fornisce assistenza tecnica, ma lui continua a correre come pilota privato.

LA COLLABORAZIONE CON ORSI

Anche se i clienti privati ​​continuano a fare la fila fuori dall'officina per acquistare la 8CM, Maserati avverte la pressione delle new entry tedesche, Mercedes e Auto Union, fortemente sostenute dal governo del Terzo Reich. Ernesto, Ettore e Bindo capiscono che il paese ha bisogno di una svolta decisiva: per questo accettano la collaborazione del famoso imprenditore italiano Adolfo Orsi, il cui impero si estende dalle fonderie all'industria siderurgica, dalla metallurgia all'utensileria, dalle macchine agricole ai servizi. Come i fratelli Maserati, anche lui è un self made man. Nel 1937, Ernesto, Ettore e Bindo gli cedono l'intero pacchetto, continuando tuttavia a ricoprire vari ruoli manageriali nelle due società distinte che Orsi ha acquistato: le Officine Alfieri Maserati per le auto da corsa e la Fabbrica Candele Maserati, che produce appunto candele. La sede di entrambe le società rimane a Bologna. Orsi è un imprenditore intelligente e riesce con successo a ripianare la situazione finanziaria, ma non interferisce negli aspetti tecnici, per i quali non ha competenza. Alla fine, liberi da distrazioni esterne, i fratelli Maserati possono tornare a fare quello che sanno fare meglio nel mondo delle corse.

LA 8CTF VINCE A INDIANAPOLIS

Il primo esempio dell'epoca Orsi-Maserati è pronto nel marzo 1938. Si tratta della 8CTF: 8 Cilindri Testa Fissa. La concorrenza delle auto tedesche continua a tormentarli, ma le vittorie non mancano. Nel 1939, Maserati vince per la prima volta in America: Wilbur Shaw, al volante della sua 8CTF ribattezzata "Boyle Special", vince a Indianapolis. Maserati è la prima casa automobilistica italiana a vincere il prestigioso titolo, bissando addirittura la vittoria l'anno successivo.

LA VITTORIA DI NIZZA E LA FINE DI UN’ERA

La vittoria di Maserati al Gran Premio di Nizza nel 1946 porta con sé un valore simbolico enorme: la seconda guerra mondiale è finalmente alle spalle. Mentre il mondo civile si rimette in marcia e al lavoro, e nonostante questo enorme successo, Ernesto, Ettore e Bindo Maserati decidono invece di lasciare l'azienda e fare ritorno a Bologna. Alla base della decisione non ci sono particolari problemi con Orsi, ma forse i fratelli preferiscono allontanarsi dalla mentalità troppo "industriale" del gruppo e, inoltre, sono stanchi delle continue trattative con i sindacati. Fondano quindi una nuova società, Osca, per dedicarsi esclusivamente al design, allo sviluppo e alla costruzione di macchine da corsa.

NUOVA GUERRA, NUOVA SEDE

La pausa forzata imposta dalla seconda guerra mondiale vede Maserati a Modena, non più a Bologna. Orsi ha voluto concentrare tutte le sue attività in un'unica area geografica di sua proprietà. La fabbrica Maserati apre in viale Ciro Menotti, un indirizzo destinato a evocare il mondo delle auto per eccellenza. La guerra, tuttavia, chiede loro di dimenticare la produzione di auto da corsa per un po' e di concentrarsi sulla produzione di candele e altri prodotti fondamentali per lo sforzo bellico. In questo periodo, Maserati Candele e Batterie continua a rifornire Maserati Auto delle batterie necessarie ai loro veicoli elettrici prodotti tra il 1940 e il 1945.

MASERATI A6: LA PRIMA GT DI PININFARINA

All'inizio di marzo del 1946, al Salone dell'Auto di Ginevra, debutta il prototipo di quella che potrebbe essere considerata la prima GranTurismo, o in altre parole, la prima Maserati "da strada e non da pista". Il progetto, denominato solo "A6" - A in onore di Alfieri e 6 a significare il numero di cilindri -, era stato avviato da Ernesto Maserati prima che i fratelli decidessero di lasciare per sempre la società. Il modello e l'originalità vengono immediatamente apprezzati dal pubblico e la produzione comincia sul serio. Nel 1948, al Salone dell'Auto di Torino, Maserati presenta il primo modello di A6 1500, su cui il famoso designer Pininfarina opera un incredibile restyling.

NASCE LA FORMULA 1

Il 1950 vede la nascita della vettura capostipite che quattro anni più tardi parteciperà alla Formula 1. Maserati è presente sin dall'inizio, a partire dalla prima gara, ma le sue auto (che, in realtà, considerando le regole di questa prima fase, erano ancora vetture di classe F2) inizialmente non hanno troppo successo. Le tensioni all'interno della società alla fine degli anni 40 non favoriscono lo sviluppo delle auto da corsa. Nel 1952 la F1 adotta una regola che favorisce le auto con una dimensione massima del motore di due litri se aspirato o di un litro e mezzo se sovralimentato. La nuova formula spalanca le porte ad Alberto Ascari e alla Ferrari, ma anche Maserati si prepara a rientrare in pieno nella dura competizione. Comincia, infatti, l'era di Juan Manuel Fangio.

NUOVA GESTIONE DI FAMIGLIA

Nel 1953, Adolfo Orsi divide la gestione delle sue aziende tra i vari membri della famiglia: per sé e per suo figlio Omar, mantiene il controllo delle Officine Alfieri Maserati, che comprendono la produzione di automobili e macchine utensili. La produzione di auto, secondo i suoi piani, doveva avere il compito di creare un nome di prestigio per promuovere poi la vendita dei suoi utensili.

IL GRANDE DUELLO FERRARI MASERATI

Nel 1956, la Formula 1 diventa un duello di famiglia tra le rivali di Modena: Ferrari e Maserati. Modena si divide tra chi tifa per l'uno o l'altro team. La domenica le auto si affrontano in pista, al lunedì mattina i tifosi vincenti scherniscono i perdenti nei bar e sotto i portici del centro città.

INIZIA L’ERA DI FANGIO

Nel 1954, le regole cambiano di nuovo per il Campionato Mondiale, anche se, in realtà, si potrebbe dire che questo è il momento in cui nasce la vera Formula 1. Maserati torna da protagonista con la 250F, che debutta con una vittoria immediata. Juan Manuel Fangio vince il Gran Premio d'Argentina e di Spa. Successivamente, il pilota argentino, che già aveva corso per la Mercedes, torna alla casa di Stoccarda per poi passare alla Ferrari, ma il momento culminante della sua carriera deve ancora arrivare. E sarà a bordo di una Maserati!

LA GRANDE SVOLTA

Dopo il grande successo del 1957, una serie di difficoltà finanziarie costringono Adolfo Orsi a dismettere alcune porzioni del suo impero industriale, compreso il settore sportivo. È un sacrificio enorme, che però segna l'inizio di una grande svolta. Concentrandosi esclusivamente sul settore automobilistico, Maserati si trasforma in breve tempo in uno dei più prestigiosi costruttori di auto del mondo.

LA VITTORIA PIÙ SPETTACOLARE

Nel 1957, il famoso Juan Manuel Fangio lascia la Ferrari e torna alla Maserati. Vince quattro degli otto GP necessari per aggiudicarsi il titolo mondiale: Argentina, Principato di Monaco, Francia e, soprattutto, Germania. È proprio qui, sul circuito del Nürburgring, che domenica 4 agosto, lo straordinario pilota argentino riesce a conseguire la più grande vittoria della sua carriera e diventa il campione del mondo per la quinta e ultima volta.

LA DAMA BIANCA E LO SCIA’ DI PERSIA

La "Dama Bianca", come viene chiamato il primo prototipo della 3500 GT, è la risposta Maserati al mercato dell'auto negli anni del boom economico. Dal 1961, Maserati introduce anche la GTI, famosa per essere stata la prima auto a iniezione diretta in Italia. Anche lo Scià di Persia è impressionato dalla Dama Bianca, ma vuole qualcosa di ancora più esclusivo. Il famoso ingegnere Giulio Alfieri raccoglie la sfida e realizza infine il sogno a lungo accarezzato: montare il motore 8 cilindri della 450 S (l'auto con cui Fangio aveva vinto la famosa 12 Ore di Sebring) su una GranTurismo. Il modello "Scià di Persia" è ancora oggi considerato uno dei migliori tra i collezionisti e gli storici del mondo delle automobili. Ha finiture in oro e legni pregiati e, a oggi, resta la vettura più esclusiva e lussuosa al mondo.

GHIBLI, IL PRIMO CAPOLAVORO DI GIUGIARO

Dalla metà circa degli anni 60, il nome Maserati inizia a diventare famoso per la collaborazione con il noto designer italiano Giorgetto Giugiaro, un rapporto destinato a durare nel tempo. Il suo primo progetto, la 8 cilindri Ghibli, debutta al Salone dell'Auto di Torino nel 1966 ed è subito un successo. Maserati prevede di realizzare un centinaio di auto, ma deve immediatamente portare la produzione fino a 400 vetture. Alla fine, la Ghibli è rimasta in produzione sino alla fine del 1972, realizzata in ben 1.295 esemplari, sia nella versione spider che coupé.

LE QUATTRO PORTE CONQUISTANO IL SALONE DI TORINO

L'idea di montare un motore da corsa Maserati su una berlina era stata suggerita al Commendator Orsi dal giornalista Gino Rancati. È una grande trasformazione poiché, fino a quel momento, Maserati aveva realizzato solo coupé e spider. Al Salone dell'Auto di Torino del 1963, Maserati sconvolge il mondo automobilistico con la presentazione della Quattroporte, la berlina più veloce del mondo. La grande ammiraglia del Tridente ha tutti i tratti caratteristici di una Maserati - elegante, sportiva, potente e di lusso - ma questa volta in versione quattro porte. Il progetto è il risultato di un lavoro di squadra tra gli ingegneri Alfieri e Pietro Frua, che ha progettato la carrozzeria.

PAVAROTTI AL VOLANTE DELLA SEBRING

La Sebring è l'evoluzione della 3500 GT. Il nome viene dato in onore dell'autodromo della Florida nel quale il famoso pilota Juan Manuel Fangio ha vinto la 12 Ore nel 1957. Per chi lo desidera, sono disponibili una trasmissione automatica, ruote a raggi e persino l'aria condizionata, accessori sconosciuti a quel tempo. Fresco del suo ultimo successo al Covent Garden di Londra, anche il giovane tenore modenese decide di regalarsi una Sebring. È l'inizio di una lunga amicizia tra Maserati e il grande maestro, che non finirà mai.

MASERATI VINCE ANCORA

Anche se la Maserati ha abbandonato i circuiti di gara, la passione per le corse resta nel sangue. Da un progetto realizzato dall'ingegnere Giulio Alfieri, nasce così la mitica Tipo 60. Nota con il soprannome di Birdcage (gabbia d'uccello), non si presenta nelle gare ufficiali con il nome Maserati, ma viene utilizzata dalle scuderie più prestigiose e riporta alcune importanti vittorie, come le due vittorie consecutive nel '60 e nel '61 alla 1000 km Nürburgring e, soprattutto, negli Stati Uniti.

MISTRAL, VELOCE COME IL VENTO

Leggera, potente, decisamente sportiva, la Mistral è la prima Maserati a essere identificata con il nome di un famoso vento. Viene presentata al Salone dell'Auto di Torino nel 1963, ma la produzione effettiva comincia solo all'inizio del 1964, sia in versione coupé che spider.

UN’ERA DI GRANDI CAMBIAMENTI

Per rimanere al passo con i tempi, è necessario pensare in grande. La famiglia Orsi decide pertanto di immettere nuova linfa in azienda grazie all'arrivo di un nuovo partner: Citroën. Maserati è organizzata per modelli e, sull'esempio della casa automobilistica francese, diventa un'azienda più strutturata. Durante gli anni 70, si verificano molti altri cambiamenti: alla fine, la famiglia Orsi decide di abbandonare la partita mentre Citroën vende tutto a Gepi, un'azienda statale italiana, che affida all’imprenditore italo-argentino Alejandro De Tomaso il rilancio dell’azienda. Tutto cambia, ma qualcosa non cambia mai: la forza propulsiva e innovativa di Maserati, che non finisce mai di proporre nuovi modelli sul mercato.

MASERATI BORA: GIUGIARO STUPISCE ANCORA

Nel 1971, il famoso designer Giorgetto Giugiaro sforna un nuovo capolavoro - Bora - un'altra Maserati che, non a caso, ha il nome di un famoso vento. Questa straordinaria coupé ripropone i fari anteriori a scomparsa della Ghibli, ma dà una sensazione molto più sportiva, con il motore montato dietro, al centro. Altro modello indimenticabile è la Merak, che Adolfo Orsi Jr. definisce la "sorella minore" della Bora. Al Salone dell'Auto di Ginevra del 1972, Giugiaro presenta una coupé dalla linea futuristica, chiamata Boomerang. Non sarà mai messa in produzione, ma ancora oggi è annoverata tra le sue concept car più celebrate.

L’AUTO PRESIDENZIALE

Nel 1978, il famoso eroe di guerra e Presidente della Repubblica Sandro Pertini sceglie la Quattroporte III come auto ufficiale e tale rimarrà fino al 1985. Il Presidente Pertini viaggia sempre su questa macchina, anche nel corso di una visita a Maranello, che diventa famosa perché Enzo Ferrari, memore dell'antica rivalità tra le due note case modenesi, si rifiuta di andare incontro alla Maserati presidenziale al suo arrivo.

SEMPRE PROTAGONISTA

La Maserati Quattroporte continua ad essere sinonimo di eleganza e stile, tanto che appare in molti film degli anni 80. Sylvester Stallone la sceglie come auto del pugile Rocky Balboa in Rocky III (1982), David Cronenberg la utilizza addirittura in due film, La mosca, 1982, e La zona morta, 1983.

IL GRANDE SUCCESSO DELLA BITURBO

La Biturbo è il simbolo dell'automobile degli anni 80. I primi esemplari appaiono sul mercato il 14 dicembre 1981, data del compleanno di Maserati, ossia il giorno in cui, nel 1914, la Camera di Commercio mise il timbro sulla richiesta depositata 14 giorni prima dai fratelli Maserati. Bella, dalle grandissime prestazioni, possiede un motore 6 cilindri 1996 cc a due compressori che può arrivare a 215 km/h. La Biturbo finirà per essere la Maserati più prodotta di tutti i tempi. Nelle sue molteplici versioni ed evoluzioni, dalla Spyder alla Biturbo S, tra il 1982 e il 1993 ne vengono realizzati circa 37.000 esemplari.

FERRARI, DA RIVALE AD ALLEATA

Il futuro di Maserati inizia nel 1993, quando viene rilevata dal Gruppo Fiat. Giovanni Agnelli, con incredibile lungimiranza, capisce l'enorme potenziale di questa piccola icona italiana di eccellenza. L'azienda viene successivamente affidata alla Ferrari che la acquisisce in due momenti separati, il primo nel 1997 e successivamente nel 1999, e viene diretta da Luca di Montezemolo, Presidente e AD di Ferrari. La storia della collaborazione tra le due case automobilistiche più famose di Modena è destinata ad avere maggiore risonanza della loro antica rivalità.

3200 GT: IL NUOVO COUPÉ DI GIUGIARO

Il primo contributo della gestione Ferrari è la spinta a completare un progetto in corso: la 3200 GT, una coupé disegnata da Giorgetto Giugiaro, che debutta al Salone dell'Auto di Parigi del 1998. Subito, però, si decide di aggiornare la coupé con un motore prodotto a Maranello. Da questa idea rivoluzionaria nasce la Spyder, l'auto che segna il ritorno della Maserati negli Stati Uniti.

UN BREVE TRASLOCO

Con il passaggio alla Ferrari, la linea di produzione Maserati viene inizialmente fermata. L'obiettivo è chiaro: chiudere del tutto la fabbrica di Modena, ristrutturarla e installare le linee di produzione più avanzate. Gli operai Maserati vengono temporaneamente trasferiti a Maranello, ma dopo soli sei mesi tornano nella base storica di viale Ciro Menotti. Tutto è pronto, il futuro inizia.

LA CONQUISTA DEGLI USA

Nel 2001, dopo 12 anni di assenza dal mercato statunitense, Maserati ritorna in America. Un produttore di auto che supera i test di qualità e sicurezza degli Stati Uniti è pronto per qualsiasi sfida e non a caso questo ritorno è celebrato in grande stile durante la serata di gala presso l'Italian American Cancer Foundation. La sala pullula di celebrità: Lauren Bacall, Ivana Trump, Umberto Veronesi. La Maserati Spyder, la prima vera Maserati con un motore di Maranello, è la star dell'asta di beneficenza. La scocca blu elettrico accentua la forma della vettura, una creazione che non poteva essere firmata da altri se non Giorgetto Giugiaro. Il vincitore è un banchiere italiano, che vive e lavora tra Milano e New York, e che fa un'offerta di 130.000 dollari.

NUOVE VITTORIE

Nel 2004, la Maserati torna a vincere anche in pista grazie a una straordinaria auto da corsa: la MC12. Disegnata da Giorgetto Giugiaro e Frank Stevenson, questa supercar viene sviluppata per la pista da Giorgio Ascanelli e riesce ad aggiudicarsi un incredibile palmares. La partecipazione di Maserati al FIA GT dal 2005 al 2010 è coronata da quattordici titoli (e 19 vittorie): due Coppe Costruttori (2005 e 2007), cinque Campionati Piloti (Bartels-Bertolini nel 2006, Thomas Biagi nel 2007, Bartels-Bertolini nel 2008, 2009 e 2010); sei Campionati a Squadre (ininterrottamente dal 2005, con il Vitaphone Racing Team); una Citation Cup nel 2007 con il gentleman driver Ben Aucott, JMB Racing, oltre a tre vittorie assolute nella 24 Ore di Spa (2005, 2006 e 2008).

GRANTURISMO, GRAN SUCCESSO

Dopo la Quattroporte, il famoso designer Pininfarina mette la sua firma su una nuova coupé che ha un profondo impatto sulla storia della Maserati. Incredibilmente bella, la GranTurismo vince al Salone dell'Auto di Ginevra nel 2007. La stampa fa a gara per metterla in copertina, gli ordini aumentano rapidamente di giorno in giorno: è la storia di un successo annunciato. Ed è solo l'inizio.

MASERATI FESTEGGIA IL RITORNO DI PININFARINA

Dopo il primo modello di GranTurismo venuto alla luce quasi mezzo secolo prima, il famoso designer italiano Pininfarina torna a creare una Maserati: la nuova Quattroporte, un'auto che ha sempre avuto un posto speciale nella storia e negli annali della Casa del Tridente. L'arrivo della Quattroporte completa la gamma Maserati e incrementa notevolmente le vendite. Ma la Quattroporte riporta un altro grande successo: dopo Sandro Pertini, un altro presidente italiano, Carlo Azeglio Ciampi, la sceglie come auto ufficiale. In onore del suo illustre predecessore, Ciampi sceglie il colore "Blu Pertini".

La nuova Maserati Quattroporte

La nuova Maserati Quattroporte. Ultima creatura eccezionale di Maserati è una vettura davvero sorprendente. Ha un inconfondibile silhouette senza tempo che scaturisce dalla grande tradizione Quattroporte. Rielaborato con un approccio estremamente moderno, racchiude la lussuosa anima della limousine e lo spirito libero della gran turismo. Dimensioni generose, ma con una struttura snella, look dinamico. Un'armonia di forme che raggiunge nuove vette di eccellenza ed esclusività. La nuova Maserati Quattroporte. La storia continua.

Maserati Ghibli

Una combinazione perfetta di design, prestazioni sportive e comfort. Una berlina dalle linee semplici ed eleganti, impreziosita con materiali pregiati. Forme scolpite e ben definite, collegate da linee forti che generano il movimento. Una gran turismo con classe inconfondibile e prestazioni senza eguali. Veloce e reattiva da guidare, con un interno confortevole. Il design di questa vettura si basa su tutta l'esperienza e la storia di Maserati.