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Fangio domina il Nurburgring nel 1957

Fangio domina il Nurburgring nel 1957

Il Gran Premio di Germania del 1957, disputatosi sul famoso circuito del Nurburgring, fu una delle più belle gare della storia dell’automobilismo sportivo. Juan Manuel Fangio conquistò una fantastica vittoria in rimonta a bordo della sua Maserati 250F grazie ad una particolarissima strategia che gli consentì di battere, negli ultimi giri, le Ferrari.

Il GP del Nurburgring del 1957

Era il quattro agosto del 1957 quando si disputò la diciannovesima edizione del Gran Premio di Germania, alla quale vennero ammesse, vista la grande lunghezza del circuito, sia vetture di Formula 1, sia le meno performanti Formula 2. I 22810 metri del tracciato dovevano esser percorsi 22 volte dai piloti, per un totale di 510 chilometri e 820 metri . Il meteo sereno e la temperatura piacevole dell’estate nel centro ovest della Germania furono una cornice perfetta per una gara entrata di diritto negli annali dell’automobilismo.

Nurburgring ’57: la strategia del Tridente

Nelle prove del sabato Juan Manuel Fangio fece segnare la pole position portando la sua Maserati 250F a girare in un tempo di 9 minuti 25 secondi e 6 decimi. Le Ferrari di Hawthorn e Collins però gli erano subito dietro ed erano favorite in ottica gara per via degli pneumatici Englebert che montavano. Queste gomme potevano infatti portarli al traguardo senza essere sostituite, facendogli evitare di perdere tempo in un pit stop. Maserati utilizzava invece le Pirelli che non avevano tutta questa durata: lo staff Maserati decise quindi di partire con mezzo serbatoio di benzina, così da essere più leggeri degli avversari per guadagnare secondi preziosi prima del pit stop per il cambio gomme ed il rifornimento, previsto per il dodicesimo giro della gara, facendo affidamento sul record dei meccanici Maserati che erano in grado di completare il cambio gomme in soli 22 secondi.

Un trionfo epico

La Maserati 250F di Manuel Fangio partì subito forte, con l’argentino che arrivò al momento del pit stop in prima posizione, con più di trenta secondi di vantaggio sulle Ferrari di Hawthorn e Collins. La perfetta tattica del Tridente venne però vanificata da alcuni problemi nella sostituzione di una ruota che ritardarono l’ingresso in pista di Fangio che, una volta rientrato in gara, si trovò in terza posizione, con ben 45 secondi di ritardo su Peter Collins a undici giri dalla fine. Avendo ancora da scaldare gli pneumatici, la Maserati 250F perse terreno, trovandosi a dieci giri dal termine con un distacco di 52 secondi. Proprio in questo momento Juan Manuel Fangio tirò fuori tutto il suo talento e iniziò a far segnare giri veloci, battendo il suo record per ben 9 volte, 7 delle quali di fila, scendendo fino ad un crono di 9 minuti 17 secondi e 4 decimi, oltre otto secondi in meno che in qualifica. Al penultimo giro Fangio riuscì così a recuperare Collins, superandolo in un tratto strettissimo sotto ad un ponte, sorpassando anche Hawthorn poche curve dopo con una manovra al limite che lo costrinse a mettere due ruote della sua Maserati 250F fuori dalla pista sull’erba. Il pilota sudamericano continuò poi ad imporre il suo ritmo anche nell’ultimo giro, concludendo con un vantaggio di 3.6 secondi su Mike Hawthorn e staccando di ben 35.6 secondi Peter Collins: una vittoria memorabile che gli consegnò il suo quinto titolo mondiale facendo vincere a Maserati il suo primo titolo Costruttori.

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